Africa: vincere la sfida degli alloggi con la bio-edilizia

Secondo alcune stime, tra il 2010 e il 2050 circa 900 milioni di persone della regione africana migreranno verso le città, incrementando sia la crescita economica ed edilizia, sia i problemi derivanti da questo flusso fuori dal comune. In pratica, il vecchio continente diventerà un grande “serbatoio” vergine in cui gli sviluppatori di case potranno ottenere una serie infinita di vantaggi derivanti dall’introduzione delle nuove tecnologie prefabbricate e della loro evoluzione negli ultimi decenni.


case africane prefabbricate in legno modulari

La bio-edilizia rappresenterà la soluzione alle sfide sociali e ambientali, sfruttando l’enorme potenziale in merito all’urbanizzazione africana rendendola più sostenibile e redditizia rispetto al continente occidentale e asiatico.

La particolarità dei nuclei abitativi modulari permette alle imprese di terminare i progetti in pochissimo tempo, creando delle strutture qualitativamente perfette e che rispecchiano tutte le normative costruttive vigenti. Inoltre, la costruzione di edifici prefabbricati in legno comporta un minor rischio di errori rispetto alle tradizionali case in calcestruzzo, oltre che a costi notevolmente più bassi secondo il grado di difficoltà del progetto.

Edificare abitazioni modulari più affidabili

A causa dell’aumento dei prezzi degli immobili, gli sviluppatori del settore bio sono diventati più competitivi e innovativi nel progettare edifici utilizzando lo spazio a disposizione in maniera più efficiente. Grazie agli strumenti super tecnologici, come la stampa 3D, le varie tecniche di costruzione delle strutture prefabbricate offrono un potenziale per un rapido sviluppo economico ed ecologico. Questi vantaggi sono importantissimi alla luce del forte divario di competenze nel settore edile africano che, nonostante il suo parco immobiliare ben sviluppato e il suo buon sistema di formazione professionale, è costituito da una quota molto ridotta di quasi 50.000 lavoratori edili qualificati.


Il problema è ben più grave in molti altri paesi, dove lo sviluppo edilizio è piuttosto dispendioso in termini di costi, tempo e calcoli svolti in maniera errata a causa di una scarsa percentuale di costruttori qualificati. In altre zone, come la Nigeria, i governi locali hanno lanciato importanti iniziative di formazione del personale in modo da evitare problemi e complicazioni durante le costruzioni di strutture prefabbricate. Queste richiedono comunque un dispendio di energie e di risorse in termini di tempo e di lavoro qualificato per il loro corretto assemblaggio rispetto ai classici edifici latero-cementizi.

Case prefabbricate a impatto ambientale zero

Secondo alcuni sondaggi, si ritiene che la sostenibilità sarà parte integrante nella progettazione degli edifici africani e colmerà tutte le esigenze degli utenti. La tendenza è urbanizzare il continente con un riorientamento del settore edilizio con progetti all’insegna del “verde”. Questa politica è stata adottata anche da altre nazioni europee in cui sono presenti significative infrastrutture all’avanguardia purtroppo tormentate da problemi ambientali come la demolizione e la costruzione. Solo il Regno Unito, ad esempio, invia alle discariche circa 36 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno, contrariamente ai paesi africani che hanno intrapreso politiche aggressive per combattere il problema dello smaltimento dei rifiuti, incentivando il riciclaggio e sostenendo la costruzione “prefabbricata” con una riduzione dei rifiuti fino al 90%.


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