Gli effetti della costruzione di edifici e l’impatto ambientale

Costruire infrastrutture di una certa portata o di piccole entità comporta delle conseguenze che gravano principalmente sull’ambiente. Di conseguenza, è necessario trovare una soluzione equa e solidale che rispetti la natura e preservi la salute di tutti gli organismi presenti sul nostro pianeta. Sebbene siano stati fatti notevoli progressi nel campo dell’edilizia, ancora oggi la maggior parte degli architetti e designers, con l’aiuto di agenzie ed enti governativi, portano avanti il loro impegno sulla ricerca di soluzioni alternative per ridurre in maniera significativa l’impatto ambientale legato alle costruzioni di infrastrutture e meditare sulle disgrazie avvenute in passato.


benefici derivanti dalla costruzione di case modulari

Le costruzioni di edifici sono le principali responsabili di circa la metà delle risorse non rinnovabili che abitualmente utilizziamo e, di conseguenza, rende il settore edilizio uno dei meno sostenibili al mondo. Purtroppo, con la forte crescita della popolazione mondiale non si può fare a meno di costruire nuove abitazioni, tenendo conto che solo negli Stati Uniti le costruzioni e le industrie immobiliari costituiscono il 17% del PIL.
In Gran Bretagna, circa un quarto dei rifiuti deriva da scarti di costruzioni di infrastrutture. Il Green Building Council ha stimato la cifra di 109 milioni di tonnellate di rifiuti, una quantità a dir poco spaventosa che fa molto riflettere sulle possibili soluzioni da intraprendere. Il governo londinese sta cercando di smaltire i rifiuti alleggerendo le discariche con quantità irrisorie entro il 2020 mediante l’applicazione di tecniche costruttive con prefabbricati. Infatti, la prefabbricazione è una metodologia di costruzione innovativa in cui il prodotto e i componenti di un’abitazione sono realizzati direttamente in fabbrica e poi spediti sul cantiere per l’assemblaggio.


La costruzione modulare e i suoi “benefit”

Ogni anno, in America è stato stimato il numero di edifici e di case demolite che ammonta rispettivamente a 44.000 e 270.000 unità. Durante questo processo, solo il 30% dei detriti viene riciclato, nonostante la percentuale potrebbe tranquillamente triplicarsi secondo l’EPA. Infatti, un complesso di 50.000 piedi quadrati produce circa 4.000 tonnellate di detriti, inclusa la demolizione. Se viene applicato il metodo del prefabbricato, le costruzioni potrebbero ridurre la quantità di rifiuti di oltre il 90%.
Oltre ai rifiuti prodotti dalle demolizioni, bisogna considerare anche lo sperpero di materiale e gli eventuali sprechi che non mancano mai. Quasi il 15% dei materiali consegnati sui cantieri di costruzione non viene utilizzato. In più, i danni da trasporto e la cattiva conservazione rendono inutilizzabili una buona parte dei prodotti.

L’inquinamento e le aree più colpite

L’inquinamento causato dalla costruzione investe principalmente il settore dell’acqua, dell’aria e del suono. I macchinari a diesel, le combustioni e l’impiego di materiali tossici nei cantieri sono soltanto alcuni degli aspetti negativi. Anche il forte rumore continuo è fonte di stress e di una possibile perdita dell’udito per gli operatori, oltre a danneggiare l’habitat naturale di molte specie di animali. Approfittando della metodologia costruttiva modulare sarà possibile diminuire l’inquinamento e i suoi derivati, con la possibilità di costruire edifici in pochissimi mesi o addirittura giorni e con una grandissima riduzione dei costi.


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