La bio-edilizia come possibile soluzione agli sprechi

Nel processo di costruzione di un edificio è presente un’alta percentuale di scarti che, puntualmente, finisce in discarica. Ad esempio, nel Regno Unito circa la metà dei rifiuti derivanti dalle costruzioni edilizie va a riempire le ormai già sature discariche, mentre a livello mondiale la percentuale è di circa il 30%. In fase di progettazione, gli eventuali sbagli di costruzione, alterazioni ed errori di calcolo, rappresentano le principali fonti di spreco.


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Spesso, la colpa ricade soprattutto sui progettisti che apportano cambiamenti in corso d’opera o piccole correzioni all’ultimo minuto dopo che la lunga lista dei materiali è stata già fabbricata e acquistata. I prodotti maggiormente sprecati sono il legno con una quota pari al 25% del totale e il cartongesso fino al 35%, materiali sempre più spesso rovinati dalle pessime condizioni di conservazione, esposti agli agenti atmosferici o a uno stoccaggio improprio.

Maggiore sostenibilità

La sostenibilità legata alle costruzioni delle case prefabbricate implica decisioni appropriate e una produzione eseguita in ambienti controllati e certificati. Dato che i prodotti sono realizzati in fabbrica, eventuali modifiche di progettazione potranno essere fatte in maniera più economica, favorendo il riciclaggio dei materiali in esubero. Il tempo non è considerato un problema, poiché le abitazioni vengono quasi subito assemblate dopo la consegna sul posto. Attraverso questo modus operandi è stato calcolato una forte diminuzione dei rifiuti di legname pari a circa l’87%, oltre a un miglioramento delle risorse legate alla costruzione delle abitazioni prefabbricate.


Sul cantiere in cui si ergerà la struttura, i vari ritagli e le eventuali rettifiche in corso d’opera comportano un invio di materiale in eccesso nelle discariche. Due sono i fattori negativi che contribuiscono ad ingigantire il già tartassato settore dell’immondizia: la lavorazione scadente e la costruzione precipitosa. Due aspetti che sono causa di difetti strutturali che mettono a rischio non solo la sicurezza dell’intera abitazione, ma aumentano soprattutto il problema ambientale poiché i costruttori dovranno smaltire componenti e prodotti di scarto.

Meno spreco e meno scarti

Le abitazioni costruite secondo la metodologia del prefabbricato sono realizzate per lo più in fabbrica, dove la maggior parte del legname impiegato è pre-tagliato con un consumo mirato. Questo vuol dire meno scarti e, quindi, meno sprechi e meno rifiuti nelle discariche. I prodotti che non servono o che non sono utilizzati vengono macinati e riciclati. Tutto questo si traduce anche in minori costi di carburante per il trasporto e minor dispendio di energia sia nella produzione dei semilavorati, sia dei lavoratori impiegati sul sito.
Perciò, tutte le abitazioni che, in fase progettuale, adottano questa serie di accorgimenti volti al risparmio dei materiali, del tempo e dell’energia, raggiungono sicuramente l’obiettivo ecologico e la massimizzazione energetica.

Volendo fare una lista per una riduzione dei rifiuti in merito alla costruzione e alla demolizione si può iniziare da una buona politica d’acquisto all’insegna dell’elusione dei rifiuti; costruire seguendo una politica di decostruzione, ossia incentivare il processo di smontaggio dell’edificio per ottimizzarne il recupero dei suoi materiali costruttivi; costruire abitazioni di dimensioni standard; applicare pratiche e postille contrattuali a supporto del recupero del materiale e il loro successivo riutilizzo, ove ce ne fosse la possibilità.


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