La bio-edilizia: la soluzione agli alloggi nel Regno Unito

Il problema dell’edilizia nella regione londinese è molto sentito ed è stato il tema principale durante l’ultima elezione del sindaco di Londra, intenzionato a risolvere la questione dell’insufficiente offerta con la realizzazione di nuove case. In molte altre nazioni, tali problematiche sono state affrontate ponendo l’attenzione su prezzi più equi per le abitazioni di nuova concezione. Purtroppo, in Inghilterra circa la metà della popolazione ha sposato la formula dell’affitto sacrificando circa due terzi dei loro stipendi


case modulari inglesi prefabbricate in legno

Ed è ecco che sia il nuovo sindaco che i suoi avversari hanno trovato un accordo in merito al problema: dare una svolta allo sviluppo economico del paese trovando nella bio-edilizia una possibile soluzione per ridurre i costi di almeno un quarto sia per le associazioni di edilizia pubblica, sia per gli sviluppatori privati. Le varie fazioni politiche hanno espresso la loro intenzione di costruire circa 100.000 nuovi alloggi modulari per dare uno “schiaffo” alla crisi. Il PM May ha in progetto di edificare oltre un milione di case nuove entro il 2020, un obiettivo piuttosto ambizioso e possibile solo se gli “addetti ai lavori” accelerano i vari processi di produzione grazie all’impiego dell’innovativa tecnica di costruzione prefabbricata.

Le differenti tecniche costruttive dal dopoguerra a oggi

Nell’era moderna, i materiali di costruzione e l’architettura delle abitazioni sono i due fattori chiave per avere case prefabbricate in legno di un certo livello. L’associazione di beneficenza inglese Shelter, che ricerca e sostiene le politiche abitative, sostiene già da molto tempo il progetto di nuove città-giardino per aumentare l’offerta di abitazioni a impatto ambientale zero. In questo modo è stato incentivato lo sviluppo di appartamenti universitari e complessi residenziali con tempi di realizzazione record di circa due mesi e, allo stesso tempo, riducendo anche i costi di manodopera per questo tipo di progetti.


Anche i vari politici sono rimasti affascinati dalle strabilianti doti tecniche delle nuove generazioni di prefabbricati oltre che dai costi ridotti e dalla tempistica rapida di costruzione con installazioni in appena 24 ore. L’Inghilterra non sarà la sola nazione ad adottare la tecnologia modulare su larga scala. Anzi molte altre nazioni, tra cui la Svezia e il Giappone, hanno già implementato il mercato del prefabbricato con la realizzazione di circa l’80% del parco immobiliare con una maggiore preferenza degli utenti riguardo questa tipologia di abitazioni “green”. In questo settore della bio-edilizia, la Cina è leader per la vendita di materie prime per i progetti abitativi prefabbricati all’insegna di un minore spreco, minori tempi di costruzioni e una rapida crescita della domanda del settore siderurgico.

Risparmio di tempo e denaro con la bio-edilizia

I governi mondiali che investono nel settore “bio” sicuramente otterranno notevoli benefici solo se scelgono prodotti di qualità e garantiti. Chiaramente ci sono vantaggi e svantaggi, anche se gli sviluppatori inglesi sono proiettati verso un’intelaiatura in acciaio leggero con relativi contenitori della stessa lega. Grazie alla tecnica dei contenitori modulari, uno sviluppatore australiano ha risparmiato quasi il 40% per la realizzazione di un complesso di appartamenti di oltre 2160 metri quadrati. L’intera struttura è stata edificata in una settimana con un costo di soli 461 dollari al metro quadrato. Il tasto dolente è stato il costo di spedizione dei contenitori modulari, appena sotto i 50.000 dollari ma ne è valsa la pena considerando i prezzi delle normali costruzioni in latero-cemento.


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