La reputazione della bio-edilizia nel resto del mondo

Il continente americano, soprattutto la regione Nord-Est, è stato il più grande consumatore di case prefabbricate in legno per alcuni semplici motivi: la mancanza di appezzamenti di terra e il prezzo del lavoro e della manodopera a costi contenuti. Inoltre, a causa di continue modificazioni morfologiche ambientali e all’elevato costo degli immobili, la California è diventata in brevissimo tempo la protagonista indiscussa nel panorama della bio-edilizia.


ambiente live smart delle case prefabbricate

Dopo il tragico episodio causato dall’uragano Katrina che ha coinvolto migliaia di famiglie e il successivo crollo degli alloggi, la regione meridionale degli Stati Uniti ha ampliato il numero di case prefabbricate in legno.


Molti di questi sono stati realizzati a buon mercato, ma alcune aziende produttrici hanno voluto perfezionare il sistema di costruzione apportando numerosi vantaggi in termini ambientali, come ad esempio l’efficienza energetica, aumentando allo stesso tempo anche il valore dell’immobile stesso. In più, questa nuova tipologia di alloggi è stata ulteriormente migliorata per quanto riguarda l’estetica, la durata nel lungo periodo e la resistenza alle calamità naturali, come le scosse sismiche e le forti raffiche di vento oltre i 140 miglia orari.

La bio-edilizia in Europa

I Paesi europei hanno sposato la filosofia “green” a causa di vincoli di terra e all’adeguamento alle rigide direttive imposte dalla Comunità Europea in tema ambientale. In alcune nazioni, come quella tedesca e inglese, le aziende produttrici di case prefabbricate utilizzano grossi automezzi e autoarticolati per trasportare le unità modulari in cima a edifici preesistenti. In Svezia, invece, si è assistito a una vera e propria espansione degli alloggi in legno grazie all’attività promossa da una famosa azienda di costruzioni in legno, Ikea. Sfruttando le condizioni abbastanza indigenti di un gran numero di lavoratori non in grado di vivere nelle zone altolocate delle città, Ikea ha avuto la possibilità di vendere una serie infinita di appartamenti Live Smart, o meglio conosciuti come “BoKlok”.

La situazione edilizia in Oriente

In alcune zone del mondo ad alta densità di abitanti, come il Giappone, ci sono talmente tante persone che la costruzione delle case rappresenta un problema da gestire in maniera meticolosa. Una delle più grandi case automobilistiche del mondo, Toyota, ha ingrandito la sua attività di costruzione di abitazioni modulari. Proprio come le sue linee di assemblaggio automatizzate, l’azienda ha provveduto ad ampliare i suoi centri di produzione di edifici eco-sostenibili. Dal momento che questi alloggi vengono realizzati sotto l’occhio vigile e rigido della cultura giapponese, Toyota può commercializzarli come abitazioni ultra resistenti, robuste e con un alto grado di resistenza ai terremoti, che sono molto comuni nella terra nipponica.


In conclusione, le case prefabbricate hanno ricevuto consensi positivi dal grande pubblico e guadagnato molta popolarità come alternative “green” alle tradizionali abitazioni latero-cementizie. I componenti modulari di queste case bio, essendo realizzati direttamente in fabbrica attraverso le varie linee di montaggio, riducono lo spreco di materiali a vantaggio di una produzione più accurata e precisa. Se a ciò si aggiunge anche l’installazione di sistemi di fonti rinnovabili, come i pannelli solari, i pavimenti in bambù e ampie vetrate per un ottimo irraggiamento termico durante i periodi più freddi, la casa prefabbricata diventa una pratica soluzione non soltanto ecologica ma soprattutto efficiente ed economica.

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