La riduzione del consumo energetico legato alla bio-edilizia

Purtroppo, l’eccessivo riscaldamento del pianeta e il crescente aumento di Co2 presente in natura costringono i governi mondiali a correre ai ripari con l’introduzione di regole e normative volte all’abbattimento e alla riduzione dei gas a effetto serra. Il settore più coinvolto in tal senso è proprio quello edile, che è stato maggiormente “colpito” da queste nuove direttive con il chiaro intento di costruire edifici e abitazioni in grado di consumare solo una minima parte dell’energia di cui si necessita realmente.


il basso consumo energetico delle case prefabbricate

Bisogna tener presente che la maggior parte dell’energia consumata dagli edifici moderni proviene da risorse naturali non rinnovabili e la percentuale di consumo globale di energia si attesta sul 40% circa. Ecco quindi che la riduzione del consumo energetico diventa il fattore-chiave sul quale operare, nonché la preoccupazione costante di tantissimi architetti e professionisti di altri settori che hanno cercato di dare una soluzione al problema a partire già dagli anni ‘70 con l’emissione dell’architetturaverde”. Molti sono i nomi importanti che si sono attivati per la “giusta causa”, come ad esempio Ian McHarg, il quale è stato uno dei primi architetti a introdurre il tema dell’ecologia e del design nel suo libro. Anche Brenda e Robert Vale, nelle proprie memorie “Green Architecture”, hanno introdotto una serie di principi di progettazione architettonici all’insegna del verde e alla conservazione di energie e risorse.


Principi fondamentali su cui si basa la bio-edilizia

Nel lontano 2002, altre due figure di spicco della progettazione di sistemi modulari, William McDonough e Michael Braungart, hanno pubblicato il loro primo libro “Cradle to cradle: Remaking the way we make things” in cui suggerivano un nuovo metodo costruttivo basato sulla conversione di processi produttivi assimilando i materiali usati a elementi naturali dando vita a una vera e propria rigenerazione dei prodotti. In questo modo si limitava il consumo di energia. Generalmente, in un edificio sono tre i consumi energetici principali: l’illuminazione, il riscaldamento e il raffreddamento.
Per risparmiare energia è necessario isolare l’abitazione con vetri a doppio o triplo spessore, oltre ad un ottimo isolamento delle pareti e del tetto. Se poi si vuole raggiungere un minor consumo di energia, bisogna mettere in pratica alcune strategie. Innanzitutto, nel momento della progettazione della casa prefabbricata tutto deve essere studiato in ogni minimo dettaglio evitando, ove possibile, la dipendenza dai combustibili fossili. Qualunque tipo di congegno o meccanismo installato sull’edificio deve funzionare alla perfezione e garantire il massimo dell’efficienza. Infine, l’intero edificio dovrà essere alimentato da fonti rinnovabili attraverso l’installazione di sistemi ad-hoc.

La questione del riscaldamento

La maggior parte dei consumi all’interno di un’abitazione è causata da un massiccio utilizzo del riscaldamento e del raffreddamento in determinati periodi dell’anno. Purtroppo, nelle tradizionali abitazioni moderne le persone fanno un uso smodato di apparecchiature per modificare a proprio piacimento la temperatura degli ambienti interni, influenzando negativamente le proprie condizioni di salute. Con le case prefabbricate in legno dotate di appositi impianti per il riutilizzo dell’energia, si evitano sbalzi di temperatura a vantaggio di un riscaldamento o di un raffreddamento più naturale, con un mantenimento costante della temperatura.


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