Quanto costa realizzare una casa prefabbricata in legno?

I costi della bioedilizia non si differenziano tanto da quelli della normale edilizia in calcestruzzo se non per alcune “voci” che è meglio sottolineare per avere un quadro completo.

Ad esempio, se avete a disposizione un terreno di proprietà e avete intenzione di demolire il vecchio edificio laterocementizio per far spazio ad una nuova abitazione in legno a basso consumo energetico di circa 100mq, è opportuno considerare alcuni aspetti fondamentali, come la tecnica costruttiva da utilizzare (X-Lam o a telaio), le fondamenta (escluse dal prezzo di vendita dell’edificio nella maggior parte dei casi) e la scelta del modulo abitativo (a pianta regolare o “su misura” del cliente con una lievitazione notevole dei costi).


costi fissi per costruire case prefabbricate

Analisi dei costi

La maggior parte delle persone un po’ scettiche verso il mondo della bioedilizia sostiene che è possibile progettare una casa prefabbricata in legno con una spesa minima. Molti, ad esempio, sono convinti che con circa 12.000 euro si possa realizzare la platea mentre per altri, invece, non bastano 30.000 euro. Inoltre, ci sono da considerare altri punti cruciali e fondamentali che intervengono prima della costruzione dell’edificio, come le figure professionali abilitate a redigere il progetto, l’iter burocratico attraverso il Comune e gli imprevisti (che non mancano mai).

Sebbene negli ultimi anni il prezzo delle case prefabbricate in legno sia leggermente cresciuto, le voci da considerare restano sempre le stesse. Buona parte delle ditte costruttrici sposano la filosofia “chiavi in mano” per la casa vera e propria, ossia tengono conto dei costi relativi all’edificio comprensivi di impianti e finiture tralasciando tutto il resto, vale a dire gli oneri concessionari comunali, i costi dei tecnici professionisti e le opere esterne.


Gli oneri concessionari

Si tratta di quella categoria di costi che vengono sostenuti prima del rilascio del Permesso a Costruire e includono il famoso “costo di costruzione” (D.M. 801 – 10 Maggio 1977) variabile da Comune a Comune. Questa cifra viene calcolata moltiplicando il costo a mq. per la superficie utile residenziale e non residenziale ragguagliata dell’immobile e gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria. I primi fanno riferimento ai canali di distribuzione dei servizi secondari (allacciamenti con strade, fogne, illuminazione pubblica, rete di distribuzione gas ed elettricità, parcheggi, parchi pubblici), mentre i secondi ai servizi necessari (asili, scuole primarie e secondarie, consultori, edifici comunali, edifici religiosi etc.)

Determinare i costi comunali non è proprio un’operazione semplicissima, dal momento che ci sono molte variabili “in gioco” che possono apportare modifiche al prezzo per migliaia di euro.

I costi delle figure professionali

E’ un’altra voce di spesa che non può essere cancellata dalla lista e include: la direzione dei lavori, la progettazione, calcoli, collaudo e direzione strutturale, la sicurezza del progetto con relativa esecuzione, calcolo termo-tecnico, acustico e topografo per accatastamenti. Anche in questo caso, la cifra varia in base alle “peculiarità” dell’immobile anche se risulta difficile rimanere al di sotto dei 25.000 euro per una casa unifamiliare.

Le opere esterne

In questa categoria sono incluse le opere di realizzazione per la platea o l’interrato in cemento, scavi, riporti, allacci per fognature, acque bianche, gas, elettricità, telefono, i percorsi carrabili e pedonali, muretti di recinzione, cancelli in ferro pedonali e carrabili. Per eseguire una normale platea di un’abitazione prefabbricata in legno si arriva a spendere fino a 20.000 euro, ma se consideriamo tutte le altre voci l’ammontare totale sarà all’incirca di 40/50.000 euro.

 


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