Zimbabwe: risolvere il problema della crisi con la bio-edilizia

Lo stato dello Zimbabwe vive una situazione piuttosto anomala: ha troppi professori e dottori di ricerca che purtroppo non costituiscono una risorsa positiva per il paese. Infatti, queste “menti eccelse” non incentivano lo sviluppo della nazione e né tantomeno prendono spunto dai modelli positivi di altre realtà, come quella cinese, in cui la creatività e la capacità di innovare ha trasformato il paese orientale in una potenza mondiale. In sostanza, per lo stato africano c’è bisogno di un cambio di rotta e soprattutto di modificare il proprio comportamento in base alle aspettative future.


case prefabbricate modulari a basso costo

Il ventesimo secolo rappresenta il periodo giusto per intraprendere iniziative positive e risolvere il problema della crisi abitativa urbana dello Zimbabwe attraverso una politica innovativa in tutti i sensi. Le problematiche più gravi sono causate dall’enorme tasso di povertà, dalla poca meritocrazia della classe accademica e dallo scarsissimo serbatoio di risorse. Una soluzione possibile è quella del prefabbricato, utile per creare un maggior numero di alloggi a prezzi convenienti giocando anche sulla rapidità di costruzione, affidabile e molto sicura. Il governo locale ha effettuato una stima dell’eventuale numero di persone che migreranno dalle zone rurali alle città e che si aggira intorno a un milione e duecentomila individui. Molti di loro sono in lista d’attesa per un alloggio già da qualche anno, pagando piccole rette mensili ma senza essere informati sui possibili sobborghi per la loro casa ipotetica.


Importanti iniziative del governo africano

Il governo africano ha agito in maniera profittevole lanciando piani di edilizia pubblica in tutta la nazione sin dal 1999 pur non avendo appropriate risorse a sufficienza per stare al passo con la crescita della domanda edilizia. In realtà, c’è stata anche molta diffidenza degli africani nei confronti dei materiali cinesi considerati scadenti o non conformi alle leggi nazionali africane. Purtroppo si tratta di supposizioni sbagliate, dal momento che la Cina soddisfa e rifornisce quasi la totalità della domanda edilizia americana, australiana e inglese. Tutte nazioni che impiegano già da molti anni i prefabbricati cinesi per la costruzione di infrastrutture in condizioni estreme e nel pieno rispetto delle rigide norme edilizie locali.

La tecnica del prefabbricato come giusta alternativa

Spesso, quando si parla di prefabbricati, la gente africana pensa sempre in accezione negativa lasciando feedback sfavorevoli in merito alla qualità e alla durabilità nel tempo dell’edificio modulare. Purtroppo, la situazione è ben diversa e il metodo prefabbricato è solo una modalità di costruzione alternativa rispetto alla normale edilizia in calcestruzzo che può favorire un rapido sviluppo del mercato immobiliare all’insegna della sostenibilità ambientale. Se si abbraccia questa politica costruttiva, l’implementazione edilizia prefabbricata nello Zimbabwe sarà più veloce ed economica soprattutto se i nuclei abitativi presenteranno progetti regolari a pianta semplice. Se poi si incentivano formule di finanziamento accessibili pensate per i consumatori a basso reddito e una rivalutazione delle aree più marginali o disagiate, le varie cooperative abitative potranno costruire infrastrutture adeguate e di qualità eccelsa. Nel progetto di costruzione rientrano non solo nuclei abitativi per le famiglie africane, ma anche scuole, ospedali e centri commerciali idonei a ingrandire il parco immobiliare dello Zimbabwe nel totale rispetto dell’ambiente.


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